S.T.A. Data: 'FareBIM, facciamola semplice'

Il miglior riduttore di complessità è l'organizzazione

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S.T.A. Data: 'FareBIM, facciamola semplice'
19/09/2017 - La semplicità è un valore, essere semplicistici no. La semplicità è un valore perché è ciò che consente che le cose si realizzino bene, senza errori e in modo ottimale.
 
La semplicità è un obiettivo, per cui è richiesto addestramento, allenamento, impegno e fatica. Pensiamo alla guida di un autoveicolo: quanto tempo è necessario prima di poter guidare senza patemi d'animo, in modo naturale e in sicurezza? E sarebbe pensabile essere costretti a condurre un autoveicolo in condizione di incertezza, senza la percezione di controllo del mezzo, senza avere chiare tutte le operazioni necessarie ad evitare incidenti? Sì, sarebbe pensabile, ma estremamente scomodo e l'automobile perderebbe certamente buona parte della sua utilità.
 
Lo stesso per quanto riguarda l'adozione della metodologia Bim, attenzione, non Bim, metodologia Bim. La semplicità è l'opposto di complessità. Passare dalla complessità alla semplicità non è un'operazione facile: occorrono dei riduttori di complessità.
 
Nel mondo produttivo e dunque anche per il settore dell'edilizia, il miglior riduttore di complessità è l'organizzazione, come vedremo dopo. Riprendo da un simpatico libro che tratta la materia, Le leggi della semplicità di John Maeda, la legge numero 10: “Semplicità significa sottrarre l'ovvio e aggiungere il significativo”. Allora vale la pena indagare quanto veramente ci sia di significativo nella metodologia BIM.
 
Come anticipato nel titolo, facciamola semplice
Se suddividiamo il tempo che passa tra la volontà di costruire e la demolizione di un edificio in tre fasi (progettazione, costruzione, manutenzione) il livello qualitativo della prima fase condiziona fortemente le fasi successive. Un buon progetto è una precondizione essenziale per una buona costruzione.
La metodologia BIM mette a disposizione dei progettisti degli strumenti software che favoriscono la realizzazione di un buon progetto. Non solo un bel progetto, a questo ci deve pesare la professionalità e la creatività del progettista, elemento ad oggi ancora insostituibile. Un buon progetto nel senso di un progetto integrato nelle sue componenti (architettonico, strutturale e impiantistico) in cui non ci siano sorprese in fase di esecuzione, pensato perché possa essere realizzato al minor costo e con la garanzia di soddisfare i requisiti richiesti, ad oggi assai numerosi. Un progetto che contenga le informazioni effettivamente necessarie per la sua realizzazione dunque con la quantità minima di informazioni implicite, come invece spesso succede oggi (leggi ridurre al minimo le varianti e le carenze in corso d'opera).
 
È chiedere troppo?
Con la metodologia BIM si può fare. Si può fare, in quanto oltre a fornire gli strumenti software che semplificano e facilitano decisamente la fase di progettazione, il Bimrichiede una struttura organizzativa finalizzata a raccogliere e a trasmettere molte più informazioni di quanto venga fatto ad oggi progettando con il CAD.
 
Struttura organizzativa significa prevedere il necessario coordinamento tra progettisti architettonico, strutturale, impiantistico; significa una una piattaforma informatica in grado di gestire efficacemente i diversi modelli, significa, in sintesi, saper pianificare. Materia che si addice poco ai progettisti, soprattutto se molto creativi. Questa è la vera scommessa per l'applicazione concreta della metodologia BIM.
Ne sentiremo ancora parlare.
Adriano Castagnone
 
S.T.A. DATA su Edilportale.com
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