Emeco

Hanover - Pennsylvania / Stati Uniti

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Riciclare per creare pezzi unici è la caratteristica di Emeco, per ricondurli a nuova vita. Questo processo, evidentemente studiato per un'attenta quanto apprezzata eco-sostenibilità, si attiva attraverso procedimenti interamente manuali. Ogni sedia Emeco è infatti lavorata a mano, nel pieno rispetto della tradizione artigiana che chiede cura e attenzione in ogni fase o passaggio della produzione. Questo significa che ogni sedia di Emeco è unica, identificabile con il percorso singolare che l’ha portata a compimento. Vari i passaggi tra mani sapienti che l’hanno forgiata e resa bella come da progetto, instancabile nella sua funzione quotidiana e soprattutto quasi del tutto indistruttibile. Tutti i gioielli della produzione Emeco, sono progettati per durare almeno 150 anni.

1006 Navy chair, la sedia della Marina americana

La Emeco, Electrical Machine and Equipment Company, azienda di origine americana, nasce esattamente in Pennsylvanya ad Hannover, nel 1944, grazie all'intuizione di Wilton Carlyle Drains. Mr Wilton, individuò nelle abilità e nelle peculiarità dell'artigianato locale, focalizzato sui macchinari e attrezzature elettriche, una possibile fonte di business. Per le sue capacità e quelle di tutto il suo team, durante la seconda guerra mondiale la Emeco riceve dal Governo degli Stati Uniti d'America l'incarico di realizzare sedie in grado di resistere alla corrosione del sale e dell'acqua di mare.
Insieme al suo staff e, grazie alla capacità e professionalità che lo ha sempre contraddistinto, individua nell'alluminio la materia prima con la quale creare il prodotto per le navi della Marina Statunitense, firmato Emeco. Da questa fortunata intuizione, nasce la sedia che da quel momento in poi, verrà distribuita su tutte le navi della Marina. La 1006 Navy chair by Emeco, chiamata anche "sedia della Marina", passa ben 77 fasi di lavorazione prima di essere dichiarata pronta all'uso. Alcuni passaggi molto importanti, che vale la pena ricordare sono: la saldatura, la smerigliatura, il trattamento termico, la finitura e la preziosa anodizzazione dell'allumino. Ovviamente dalla creazione della prima Navy Emeco, sono passati tanti anni e negli anni sono nate tante altre Navy, tutte caratterizzate da un numero, insieme a molte altre collezioni dai nomi e dal design assolutamente innovativi.

Emeco e il riuso sostenibile

Gregg Buchbinder rileva la Emeco alla fine degli anni ‘90, comprende immediatamente che la mission aziendale può risultare vincente attraverso il riciclo o, per meglio dire, il riuso sostenibile. L'azienda in questo è esperta e si può affermare che questo processo produttivo le risulta particolarmente riuscito. Gli ordini fino ad allora, privilegio delle Forze Armate, iniziano a provenire da soggetti ben diversi, dediti più che altro all'accoglienza e all'ospitalità. Buchbinder, compresa perfettamente la nuova tendenza del mercato, chiama a sé grandi designer e architetti, veri e propri fan della Navy Chair, per dare nuove forme e stili alle sue sedie. Si uniscono a lui, nel realizzare i design delle collezioni Emeco: Philippe Starck, Frank Gehry, Norman Foster, Jean Nouvel, Konstantin Grcic e perfino il designer della casa automobilistica BMW, Adrian van Hooydonk.
La Emeco, nel perseguire il suo prestigioso progetto di sostenibilità ambientale, non si limita al riciclo dell'alluminio, ma utilizza anche altri materiali come la plastica e il legno.
Questo incredibile quanto fantastico impegno, chiama la Emeco a collaborare con CocaCola. Da questa partnership ben 3,5 milioni di bottigliette di plastica sono state risparmiate dal finire in discarica. Da questa fantastica iniziativa nasce la Navy Chair 111, caratterizzata nel nome dal numero esatto di bottigliette di CocaCola necessarie a costruirla, insieme ovviamente ad altri materiali di riciclo ma assolutamente privi di metalli aggiuntivi. Mr Buchbinder, nel siglare l'accordo con la CocaCola, dichiara: "A quei tempi, il soldato che stava seduto su una sedia Emeco, stava con tutta probabilità bevendo una Coca-Cola."

Le sedie Emeco, riciclate e riciclabili

Risulta evidente come l'impegno costantemente perseguito da Emeco sia la sostenibilità, attraverso l'arte del riciclo. La scelta e la selezione di tutti i materiali che si trasformano in oggetti d'arredo Emeco, presuppone un rigido protocollo e procedure attente. L'azienda è ovviamente alla continua ricerca di fonti di approvvigionamento di materiali da riciclare, ponendo particolare attenzione alla loro salubrità.
Non v'è dubbio che le aziende che prestano massima attenzione alla giusta evoluzione della loro produzione, riescono nel tempo a consolidare il loro brand. Questo è proprio il caso di Emeco, che oggi è una realtà di riferimento per gli imprenditori che amano e desiderano stile e design per le loro strutture. Giochi armoniosi di colori e forme che rendono gli ambienti unici e particolari, con sedie che non verranno mai distrutte e che comunque sono pronte a rinascere. Si trovano nelle hall dei grandi resort, negli alberghi di lusso o nei ristoranti alla moda, negli uffici e nelle sale riunioni di società multinazionali, dove la loro presenza indiscutibilmente crea differenza di stile. Si trovano anche nei bar e nei pub, dove il giusto tocco dell'arredatore ha saputo caratterizzare un angolo o l'intera area.
Il Salone del Mobile 2019 ha visto Emeco sfilare in passerella con una sedia fantastica: si chiama On & On, è stata progettata da Edwar Barber e Jay Osgerby. Questa incredibile realizzazione artistica, ideata in esclusiva per Emeco, nasce da materiale riciclato e a fine ciclo, può essere nuovamente riciclata, per tornare a vivere proprio con la stessa identica forma e dimensione. La caratteristica di questa sedia è la sua estrema leggerezza, ciò significa minore utilizzo di materiali e per finire minore scarto. ... Altro ... meno
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